Il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali Industria 4.0, per l’esercizio 2021, sale dal 40% al 50%; aumenta poi dal 15% al 20% il beneficio per l’acquisto di beni immateriali, anche svincolato dall’acquisto di beni materiali.

Beneficiari

L’agevolazione si applica a tutte le imprese e consiste nella concessione di un credito d’imposta fino al 50% dell’investimento effettuato.

Investimenti ammissibili

Sono agevolati i beni acquistati entro il 31 dicembre 2021 oppure i beni consegnati entro il 30 giugno 2022 per i quali l’ordine sia stato accettato entro il 31 dicembre 2021 e, entro tale data, sia stato versato un acconto pari almeno al 20% del costo complessivo.

Il beneficio è valido sia per beni acquisiti in proprietà che tramite locazione finanziaria.

L’agevolazione spetta per l’acquisto di beni materiali strumentali nuovi, finalizzati a favorire processi di trasformazione tecnologica e/o digitale in chiave “Industria 4.0”. Tali beni rientrano in tre aree:

  1. Automazione: beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti;
  2. Qualità e ambiente: sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità;
  3. Sistemi interattivi: dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0.

Anche l’acquisto di software rientrante nella definizione “Industria 4.0” beneficia del credito d’imposta.

Per ottenere l’agevolazione, i beni devono rispettare una serie di parametri tecnici specificati nell’allegato A della Legge di Bilancio 2017, per i beni materiali, e nell’allegato B per i beni immateriali.

Misura dell'agevolazione

Il credito d’imposta viene riconosciuto in percentuale variabile del valore, come riportato nella tabella:

Tipologia e investimentoCredito d’imposta 2021*Credito d’imposta 2022
Beni materiali fino a 2.500.000 €50%40%
Beni materiali da 2,5 a 10 M€30%20%
Beni materiali da 10 a 20 M€10%10%
Software fino a 1M€20%15%
Beni per “smart working”15%

*valido anche per beni consegnati entro il 30 giugno 2022 per i quali l’ordine sia stato accettato entro il 31 dicembre 2021 e, entro tale data, sia stato versato un acconto pari almeno al 20% del costo complessivo.

Il credito d’imposta per beni “smart working” è relativo a beni utilizzati per implementare le forme di lavoro agile rese necessarie in conseguenza dell’emergenza causata dal Covid-19.

Per i beni non “Industria 4.0” viene concesso un credito d’imposta pari al 10% (ex Superammortamento).

La fruizione del credito d’imposta avviene in tre rate annuali di pari importo; per le imprese con volume d’affari inferiore a 5 milioni di euro, la fruizione avviene invece in un’unica quota annuale.

Procedura

L’impresa è tenuta a produrre una dichiarazione resa dal legale rappresentante o, per i beni aventi ciascuno un costo di acquisizione superiore a 300.000 euro, una perizia tecnica attestante che il bene possiede caratteristiche tecniche tali da includerlo negli elenchi di cui all’allegato A o all’allegato B della Legge di Bilancio 2017 ed è interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

È prevista una comunicazione al Ministero dello Sviluppo Economico.

Dal momento che determinare se i beni posseggono o meno le caratteristiche richieste per essere ammissibili all’agevolazione richiede competenze tecniche specifiche, è comunque opportuno che l’analisi sia affidata a un tecnico con provata esperienza in materia anche per beni di importo inferiore ai 300.000 euro.

I tecnici di ThinkEnergy affiancano le aziende cliente nelle fasi di analisi dei beni da acquisire, nella verifica dei requisiti dei beni, nella valutazione dell’interconnessione, nella redazione della perizia tecnica e di altri documenti a supporto.

Ultima revisione 04/01/2021